mercoledì 10 dicembre 2014

Il Natale...quando arriva arriva: torta di pane dei ricordi

Nella vita ci sono cose talmente belle che pensi non potranno mai accadere proprio a te. Ci sono sogni che nella tua fantasia vorresti tanto realizzare ma che vedi così lontani e irraggiungibili che ad un certo punto pensi “ma tanto io non ci arriverò mai lì!”. E poi, come per magia, le cose iniziano a cambiare e cominci a vedere tutto con occhi nuovi, la vita sembra sorriderti e tutto è rosa. Già, nel mio caso pare proprio sia rosa. Sto percorrendo una strada che pensavo di non essere in grado di trovare, una strada che credevo nascosta o comunque non presente sulla mia cartina. Invece quella strada è stata imboccata e ormai la sto percorrendo da circa 5 mesi. Ed è un percorso strano, emozionante, un percorso lungo il quale sto vedendo le meraviglie della natura e sto provando sensazioni uniche e indescrivibili. Lungo questa strada vedo alberi e fiori rosa, un cielo azzurro profondo e limpido e mi sento potente, forte e indistruttibile. Vedo un corpo, il mio, che cambia e per la prima volta mi piaccio e mi apprezzo. Mi sento di custodire il diamante più prezioso dell’universo, un diamante che nessuno mai avrà perché questo diamante è solo mio, mio e di Daniele. E l’emozione che provo è seriamente indescrivibile, un’emozione che ricorderò tutta la vita e che mi rende ricca. Mi rende ricca di amore, di responsabilità, di attenzioni e di valori.
Si avvicina il Natale e come ogni anno in questo periodo ho brutti ricordi che di solito mi annebbiano la vista ma questo sarà uno dei più bei Natali della mia vita perchè in mezzo a diverse cose spiacevoli ce n'è una che le cancella tutte, c'è il regalo più bello che potevo chiedere a Babbo Natale, un regalo annunciato qualche mese fa e che arriverà fisicamente in primavera. Non posso condividere questo momento speciale con la mia mamma ma lei è comunque qui ed è felice perchè sa che lo sono io. Ed io sono certa che lei sarebbe stata una nonna meravigliosa, premurosa e piena di attenzioni, coccolona ed estremamente dolce...ma so anche che in un modo o nell'altro lei lo sarà comunque...
Questa è una torta che mi riporta indietro negli anni e che la mia mamma preparava spesso quando avanzavamo molto pane. Per me è stato un degno modo di iniziare il periodo di festa: l'8 Dicembre abbiamo tirato fuori tutte le decorazioni e abbiamo fatto l'albero, ascoltando musica natalizia, sorseggiando tè di Natale e mangiando i cubotti di questa torta dei ricordi...


Ingredienti
300 gr di pane raffermo
100 gr di amaretti
40 gr di cacao amaro in polvere
2 uova medie
600 ml di latte
50 gr di uvetta
1 grossa mela
1 grossa pera
100 gr di zucchero di canna
1 tazzina di grappa (o rum)
Pangrattato q.b.
Burro q.b.

Preparazione

venerdì 28 novembre 2014

Spaghetti integrali con broccoli e colatura di alici

Ci sono mille motivi per essere felici nella vita ma spesso ce li dimentichiamo o, peggio ancora, non li vediamo. Su Facebook gira un giochino molto carino, la “Positive challenge”, le cui regole sono molto semplici: scrivere 3 pensieri positivi al giorno per 5 giorni, eventualmente corredando il tutto di fotografie, e nominare ogni giorno altre persone che dovranno fare la stessa cosa. Il primo giorno è il più difficile perché sembra che di pensiero positivo non te ne venga in mente nemmeno mezzo poi però ti rendi conto che in realtà di cose belle ce ne sono fin troppe ma le dai per scontate e quasi le trovi “insignificanti”. Perché scusate…non è forse una cosa positiva il sorriso di una persona che vi passa accanto al supermercato? Intendo…non fa forse piacere che un perfetto sconosciuto vi regali un sorriso nonostante voi non l’abbiate chiesto? Sono sicura che tutti noi ignoriamo le belle cose e ci appesantiamo prevalentemente di pensieri negativi. Ormai questo è un male molto comune e molto attuale. Però provate a giocarci a questo gioco, anche se non pubblicamente sui social, ma fatelo per voi stessi fatelo in gran segreto e regalatevi 5 minuti ogni giorno per ripensare alle cose belle che la giornata vi ha regalato.
Io lo sto facendo inconsapevolmente da qualche tempo perchè le cose belle che la vita mi sta regalando sono tante e speciali.


Ingredienti
200 gr di spaghetti integrali
1 broccolo di medie dimensioni
3 spicchi di aglio
1 peperoncino rosso piccante
1 manciata di pinoli
3 cucchiai di colatura di alici
olio EVO
sale

Preparazione

lunedì 10 novembre 2014

Involtini di melanzane con uvetta e pinoli

Vi ho detto che la scorsa estate ho trascorso delle bellissime vacanze in Puglia, vero? Ci sarebbero mille cose da raccontare sulle meraviglie del Salento ma non voglio dilungarmi troppo. Ci tengo però solo a darvi un consiglio: ANDATECI! Io ero stata nel Gargano anni fa e sinceramente non mi ero trovata così bene. Con la bocca storta ho accettato di tornare in Puglia e di visitare il Salento e posso solo dire di esserne rimasta folgorata. Quella appena passata è stata un’estate molto piovosa e anomala un po’ dappertutto ma noi siamo stati fortunatissimi perché abbiamo trovato un tempo e un clima magnifici per un’intera settimana.
Il mare è uno di quei mari che difficilmente ti dimentichi: spiagge di sabbia ma anche scogli taglienti e acqua pulita e cristallina praticamente ovunque (Porto Cesareo con Torre Lapillo e Punta Prosciutto poi, spostandosi un po', troviamo le meraviglie di Sant'Isidoro e Porto Selvaggio). I tramonti rosa e intensi erano la parte della giornata che più amavo perché la sensazione di pace e tranquillità che si respirava in quel momento sulla spiaggia era unica. Le fotografie non rendono giustizia alla vera essenza di quegli istanti ma il ricordo di quel cielo e del rumore del mare mi resteranno sempre ben impressi nella mente e nell’anima.
Lecce è strepitosa ed è una tappa obbligatoria soprattutto di sera quando il centro si anima e ci sono migliaia di persone a spasso per la città. Un’altra cittadina che ho amato molto è stata Gallipoli, dove abbiamo potuto gustare anche un ottimo pesce.
Già…il cibo! Lì per lì mi ha stupita molto la tradizione culinaria della zona perché onestamente mi aspettavo molto più pesce. In realtà la cucina tipica della zona è decisamente più di terra nonostante il pesce sia buonissimo e lo sappiano cucinare molto bene ma non esistono grandissime specialità di mare. I piatti tradizionali che abbiamo potuto assaggiare sono stati tutti eccezionali, forse un pochino carichi di sapore e anche di calorie ma tutti estremamente goduriosi. Tra i piatti più particolari che abbiamo provato ci sono “Ciceri e tria” (pasta fresca con i ceci e con un tocco di croccantezza data da alcuni pezzi di pasta fritti!), il “Purpu alla pignata” (un polpo in umido di una bontà ineguagliabile), la "Taieddhra" (riso, patate e cozze), i frittini...e infine lui, il re della pasticceria salentina Sua Maestà “il Pasticciotto”, una friabile pasta frolla ripiena di crema. Esiste una variante al cioccolato ma il migliore resta quello Leccese che ha al suo interno le amarene. Io avrei potuto vendere Daniele per avere un pasticciotto leccese!
Purtroppo una piccola nota che stona c’è e bisogna ammettere che le infrastrutture non sono adeguate ad accogliere un così elevato numero di visitatori ma forse il bello è anche quello. Però io ci ritornerei anche subito, infrastrutture adeguate o meno.
Un'ultima osservazione sulle persone: gentili, disponibili, sorridenti e molto ospitali. La famiglia che ci ha affittato l’appartamento è stata quasi una seconda famiglia per noi, persone semplici e dal cuore enorme, premurose, educate e cordiali.



Abbiamo un ricordo davvero unico di questa vacanza, è stata sorprendente dal primo giorno all’ultimo…soprattutto l’ultimo. Ma questa è un’altra storia…una bellissima storia che vi racconterò più avanti…
Sulla scia del ricordo di questa bella vacanza pugliese, una ricetta che vede le ultimissime melanzane del mio contadino del cuore, trasformarsi in involtini!


Ingredienti per 10-12 involtini
2 melanzane viola
200 ml di passata di pomodoro
100 gr di pecorino romano grattugiato
2 manciate di pinoli
2 manciate di uvetta
2 cipolle dorate
10-12 foglie di basilico
2 cucchiai di aceto bianco
sale
zucchero di canna
olio EVO 


Preparazione

mercoledì 22 ottobre 2014

Tortino di patate e anacardi...e riflessioni di metà settimana!

Ci sono avvenimenti che ti cambiano inevitabilmente la vita, che ti modificano nel profondo e che ti segnano per sempre. Alcuni ti segnano fisicamente, altri ti segnano solo dentro e ti fanno vedere tutto diversamente.
Alcune volte hai voglia di condividere il tuo cambiamento, altre volte no e altre ancora vorresti ma non puoi.
Però tu sai che sei una persona diversa, sai che qualcosa in te non sarà mai più come prima.
Spesso non è nemmeno facile ammettere o concepire un cambiamento soprattutto quando questo comporta un adeguamento ad una nuova situazione di vita magari più debilitante. Ma se c’è una cosa che io ammiro tantissimo in alcune persone che si trovano ad affrontare una cosa del genere, è la loro capacità di reagire. Certe persone tirano fuori un’energia e una forza pazzesche che sono davvero al confine tra l’umano e il disumano. E loro sì che sanno apprezzare molto di più le piccole cose che la vita offre. Magari una vita di fatica, di stenti e di disagi ma pur sempre una vita che sa donare anche il più piccolo dei piaceri come una passeggiata autunnale all’aria aperta in mezzo alle foglie gialle che cadono dagli alberi in uno splendido parco. E voi la sapreste apprezzare questa passeggiata? La sapreste apprezzare la camminata più faticosa del mondo per raggiungere quel punto della collina da cui si vede uno splendido panorama? Molti di noi possono camminare e permettersi di raggiungere quel punto in men che non si dica, ma c’è qualcun altro al mondo per il quale quel punto è il più faticoso da raggiungere nonostante sia assolutamente alla portata di tutti. Quel qualcuno raggiunge quel benedetto punto della collina sudando mille camicie e versando lacrime di dolore e di fatica, una fatica immensa che però viene ripagata dalla vista di uno splendido tramonto e dalla soddisfazione di aver vinto una battaglia, non la guerra ma una battaglia, quella contro la negatività di pensiero. Al giorno d’oggi la negatività è dietro l’angolo, il pensiero che ci fa dire “non ce la faccio più!” è sempre lì, a portata di testa. Ma ci pensiamo mai a chi veramente avrebbe tutto il diritto di dire “non ce la faccio più!” per svariati motivi? E magari noi lo diciamo con la stessa semplicità con cui si trangugia un bicchiere d’acqua...e noi stiamo bene, abbiamo problemi che più o meno tutti hanno oppure, ancora peggio, ce li creiamo. So che spesso è più facile guardare nell’orticello di casa propria e non dico nemmeno che dobbiamo pensare a chi sta peggio di noi per sentirci meglio, questo mai. Dico solo che dovremmo essere più rispettosi quando si fanno certe affermazioni perché non sappiamo mai che tipo di lotta stiano portando avanti le persone intorno a noi, quelle con cui parliamo e che magari non ci hanno mai detto “io non ce la faccio davvero più!” nonostante ne abbiano il pieno diritto.
Parole scontate che possono sembrare di circostanza ma non è così...e ringrazio chi mi ha dato la possibilità di rifletterci su.
E dopo questa lunga riflessione...torniamo a cucinare! Ho preso ispirazione da una ricetta che ho trovato in uno splendido libro di cucina naturale, "Papaveri e Pistacchi" edito da De Agostini. La ricetta è pressochè identica a quella che trovate sul libro ma ho sostituito le nocciole con i miei tanto amati anacardi e vi assicuro che l'abbinamento è riuscitissimo.


Ingredienti
5 patate di media grandezza
1 scalogno (la ricetta prevede 1 cipolla)
100 gr di anacardi tostati ma non salati (la ricetta prevede 100 gr di nocciole)
rosmarino
sale
olio EVO

Preparazione

giovedì 18 settembre 2014

Friggitelli con crescenza e pesto

Ciao, mi chiamo Alessia e sono una food blogger!
Già, me lo sono dovuto ricordare da sola perché penso di essermelo dimenticato per qualche periodo! E’ che in vacanza ho davvero spento il cervello, l’ho disconnesso completamente. E vi dirò che la lontananza dai social e il digiuno tecnologico mi hanno fatto comunque molto bene. Ho apprezzato molto il periodo di disintossicazione e ho dato la priorità ad altri aspetti che forse avevo un po’ trascurato nell’ultimo anno. Sto trovando uno strano equilibrio che non ho mai avuto prima, sto riscoprendo la gioia nelle piccolissime cose e sto affrontando nuove esperienze di vita. Sto vivendo abbastanza intensamente e sono felice. Quando la gente mi chiede come va mi ritrovo a rispondere “molto bene!” e la cosa mi riempie il cuore sorprendendomi positivamente. Io? Io rispondo “molto bene!” quando fino all’altro giorno ero la persona più negativa e pessimista sulla faccia della terra? Ebbene sì, e la cosa mi fa vivere molto meglio, mi sento più serena.
Forse la Puglia mi ha cambiata? Forse le vacanze mi hanno rilassata talmente tanto da farmi diventare un’altra persona? Forse gli esercizi che faccio la mattina appena sveglia mi danno una carica in più?
Chissà…so solo che sto bene e vorrei continuare in questa direzione.
Ovviamente no, non ho smesso di cucinare ma ho dato un freno agli esperimenti culinari in quanto per qualche tempo abbiamo adottato una dieta semplice a base di tanta verdura e pesce…avevamo bisogno di disintossicare un pochino anche il corpo dopo gli sgarri vacanzieri e buffet di matrimoni!
Ora sono tornata più carica e ispirata di prima ma il ritmo è più dolce e rilassato e non vedo l’ora di rimettermi all’opera!
E voi? Come sono andate le vostre vacanze?


Ingredienti
10 friggitelli
200 gr di crescenza
3 cucchiai di pesto
5 cucchiai di pangrattato
olio EVO
sale
pepe

Preparazione

giovedì 14 agosto 2014

Quanto sei bella Roma...e quanto sei bona gricia!

Ma come passa in fretta il tempo! Dall'ultimo post sono trascorse 2 settimane, 2 intense e impegnative settimane! E ora è giunto il momento di riposarsi un po', è giunto il momento di staccare la spina e partire per un lungo viaggio verso il mare, verso il sole. Quindi, mentre sono in auto (no, non guido io!) verso la bellissima Puglia, vi saluto e vi auguro buone ferie e buon ferragosto restando in tema di viaggi. Come vi avevo promesso, vi racconto della mia ultima gita a Roma e del piatto che ho amato di più in quella splendida città...

Quanto sei bella Roma quann'è sera, quanno la luna se specchia dentro ar fontanone...e le coppiette se ne vanno via, quanto sei bella Roma quanno piove...
Già! Roma è bella, bella come il sole! Tutti a dirmi “te ne innamorerai!”…“è la città più bella del mondo!”…e io non sapevo cosa aspettarmi. Forse ancora adesso non sono del tutto consapevole di ciò che è Roma veramente ma di sicuro so che a me è piaciuta tantissimo. Non me la sento di dire che sia la città più bella del mondo perché di città molto belle ce ne sono tante. Di certo è una città ricca di luoghi che non si possono non visitare, di scorci da non perdere perché ogni vicolo riserva delle sorprese e di storia perché, come avevo già scritto, a Roma si inciampa letteralmente in pezzi di storia. Questa volta ho vissuto questa città come una turista macinando chilometri e chilometri a piedi ma intendo tornarci e viverla più da abitante perché, come mi è successo a Parigi, la seconda volta si sentono meno la pressione e la frenesia del dover fare tutte le tappe obbligatorie ai musei e ai monumenti che comunque tolgono davvero un sacco di tempo a causa delle interminabili code. Non pensate di visitare Roma in soli 3 giorni perché non sono assolutamente sufficienti. Detto ciò l’ultimo consiglio che vi do è quello di non visitare il Colosseo e i Fori Imperiali intorno alle 12.00 perchè è una cosa paragonabile al tentato suicidio!
Ho amato moltissimo questa città dal momento in cui ho messo il naso fuori dalla metropolitana…Piazza di Spagna sotto una leggera pioggerella ha comunque il suo fascino anche se poi vista con il sole acquista tutta un’altra bellezza. Purtroppo Trinità dei Monti e la Barcaccia erano nascoste dietro alle impalcature poiché in fase di restauro. Via dei Condotti è una via che non mi appartiene, tanta ricchezza, tanto sfarzo e moltissima apparenza…che ci restino pure i turisti ricchi e i romani con i portafogli pieni, insomma!


Piazza Venezia con la sua “macchina da scrivere”, come viene soprannominato il Vittoriano o Altare della Patria da alcuni romani che non riescono a riconoscerne la bellezza, è comunque molto suggestiva e imponente…nonostante l’assordante rumore di clacson seguito da imprecazioni e insulti di ogni tipo rivolti a chi rallenta il traffico!


I Fori Imperiali sono decisamente affascinanti e quando finalmente arrivi al Colosseo capisci quanto fossero ingegnosi i geometri e gli architetti del tempo! Da diversi punti del colle Palatino si possono ammirare splendidi panorami sui resti dei fori oppure sulla città e a volte qualche gabbiano si fa immortalare in primo piano con uno sfondo di tutto rispetto come San Pietro!


Il Circo Massimo invece mi ha lasciata un po’ basita…un gran bel prato ricavato in una conca. Di sicuro originariamente doveva essere spettacolare ma ora non ci trovo nulla di particolare.
Non sono praticante e in realtà non sono nemmeno credente ma l’Angelus l’ho voluto sentire e nonostante tutto la voce di “Francè” quando è uscito dalla finestra e ha pronunciato “cari fratelli e sorelle…buongiorno!” mi ha emozionata. Piazza San Pietro era gremita di gente e c’era una sorta di tifo da stadio che si è trasformato in silenzio tombale non appena il Papa ha iniziato a parlare. Dopo questa bella emozione e dopo il saluto di Francesco, ci siamo messi in coda per visitare la basilica e ammetto che l’attesa sotto il sole è stata abbastanza sfiancante. Molti si sono arresi e hanno abbandonato la coda ma noi, perseveranti fino all’osso, abbiamo aspettato e ne è valsa davvero la pena. Una mastodontica basilica che colpisce per le dimensioni e per l’imponenza sia all’esterno che all’interno. La Pietà di Michelangelo è commovente per la sua perfezione e per la sua tragicità ed è la prima fonte di emozione entrando nella basilica. Tutto il resto è poesia, è pace, è oggettiva bellezza. È impossibile non ammirare il super-barocco Baldacchino del Bernini al di sotto del “cupolone”, che visto sui libri di storia dell’arte sembrava di dimensioni umane ma quando te lo ritrovi davanti agli occhi ti rendi conto che è gigantesco! La salita alla cupola è lunga e stancante perché ci sono centinaia di gradini da salire (nota: non cercate di affrontare la salita a stomaco vuoto, non è saggio!) ma quando poi si arriva in cima la sensazione è impagabile, le gambe tremano in parte per lo sforzo ma prevalentemente per l’emozione perché la vista di cui si gode da lassù è unica. Si può ammirare un panorama mozzafiato e si vedono i palazzi vaticani con un contorno di giardini perfetti senza nemmeno un filo d’erba fuori posto. Non sarei più voluta scendere da lì! Uscendo all'esterno della basilica però il fiato è stato di nuovo mozzato alla vista dell'immenso Colonnato che abbraccia l'enorme piazza.


Purtroppo non abbiamo avuto il tempo di visitare Castel Sant'Angelo (Mausoleo di Adriano) ma l'abbiamo ammirato dall'esterno e l'imponenza della statua dell'angelo sulla sommità dell'edificio è impressionante. Molto più piccole ma ugualmente impressionanti sono le statue poste lungo il Ponte Sant'Angelo, raffiguranti angeli che portano ognuno un simbolo della Passione di Cristo.


I Musei Vaticani sono un altro step da non saltare ma se riuscite, prenotate i biglietti online altrimenti rischiate di fare una coda di ore e ore! Museo egizio, museo etrusco, dipinti, mappe, affreschi, arazzi e poi lei...la Cappella Sistina, un concentrato di emozioni. La Creazione di Adamo e Il Giudizio universale sono opere incredibili che tolgono il fiato per qualche istante ed è impossibile non soffermarsi ad osservarne ogni dettaglio. La perfezione di quegli affreschi è disumana e sorprendente. La lacrimuccia è quasi scesa quando ho alzato lo sguardo verso la volta…quei due indici tesi quasi in contatto erano lì, al di sopra della mia testa. Se solo ci ripenso mi vengono ancora i brividi per l’emozione.

 
Roma è tutta bellissima ma il quartiere che ho amato maggiormente è Trastevere perchè è molto caratteristico e mi ha dato l'idea di essere genuino. La piazza, sulla quale si affaccia la bellissima chiesa di Santa Maria in Trastevere da cui prende il nome, di giorno è tranquilla e vivibile ma di sera si riempie di giovani e turisti ed è quasi impossibile muoversi. Sui viottoli si affacciano vecchie case con dei meravigliosi terrazzini fioriti e più di una volta ho pensato "che bello poter vivere lassù!".


Non molto distante dal nostro albergo Piazza del Popolo e  la terrazza del Pincio. Merita fare una passeggiata serale in questa zona perchè dalla terrazza si può ammirare uno splendido panorama.
Sempre abbastanza vicini al nostro albergo c'erano il Mausoleo di Augusto e l'Ara Pacis. Il primo è un monumentale sepolcro che però mi sono scordata di fotografare...e la seconda molto bella in sè ma quella teca costruita intorno al monumento mi ha lasciata basita e non posso dire di averla apprezzato fino in fondo.


Un'altra delusione è stata la Bocca della Verità...nella mia mente me l'ero immaginata gigantesca ma forse una moneta da 2 € è quasi più grossa!
Mia cugina Elisa e il suo compagno Federico ci hanno fatto da ciceroni per una giornata e grazie a loro abbiamo affrontato una salita sfiancante che ci ha condotti direttamente al Fontanone del Gianicolo da cui si gode di un panorame davvero appagante ma soprattutto abbiamo avuto la possibilità di ammirare il tramonto direttamente dalla sommità del Gianicolo...inutile dire che la fatica della salita è stata ampiamente ripagata dallo spettacolo che ci si è aperto davanti agli occhi.


Abbiamo anche visitato molto velocemente la piazza del Campidoglio e il Quirinale (ma il Sig. Giorgio forse dormiva a quell'ora tarda!). Abbiamo visto anche i vari palazzi istituzionali circondati da polizia, scorte e guardie del corpo...
Purtroppo resta ancora molto da vedere ma avremo la possibilità di rifarci perchè intendo tornare a Roma molto presto.
Cosa? Di cosa mi sono scordata? Ah sì, la splendida Piazza Navona! Una piazza elegantissima e viva, sempre gremita di gente in ogni ora del giorno e ricca di bar e ristoranti in cui sedersi e ammirare la bellezza della piazza ma soprattutto della Fontana dei quattro fiumi.


Volete sapere che cosa ho avuto il piacere di mangiare? Un ottimo "lievitato" da "Antonini" è quello che ci vuole a colazione per iniziare la giornata altrimenti da "Grano, Frutta e Farina" troverete dei prodotti magnifici sia dolci che salati e ne vale veramente la pena.
Terminata la visita ai Musei Vaticani è d’obbligo camminare per circa 15 minuti e spingersi verso Via della Meloria dove si trova il "Pizzarium" di Gabriele Bonci, un piccolo forno che produce ogni giorno quintali di pizze al taglio di ogni genere (da fiori di zucca e montebore a cicoria e formaggio, da patate e pancetta ad orecchie di maiale…sì sì, avete letto bene!). Ce n’è davvero per tutti i gusti e vi assicuro che chiamarla “pizza” è riduttivo perché “capolavoro” è la parola più adatta.
Una grattachecca pomeridiana per combattere la calura è necessaria e io vi consiglio di camminare oltre l'isola Tiberina verso Trastevere dove troverete il chiosco di Sora Mirella che a quanto pare è un'istituzione. Vi posso solo dire che la sua grattachecca tropicale con pezzetti di cocco fresco è un qualcosa di eccezionale!
Una cena in una tipica trattoria romana? Si può andare da "Perilli" in zona Testaccio: carciofi alla romana, una pasta cacio e pepe che non si può scordare, insalata di puntarelle, cicoria ripassata e trippa cucinata a regola d'arte sono alcune delle prelibatezze che si possono gustare magari seduti accanto a Gigi Proietti com'è successo a noi. Altra trattoria davvero carina dove si mangiano una gricia, dei saltimbocca alla romana e delle alici fritte di tutto rispetto è "Al Gran Sasso", non distante da Piazza del Popolo. Non dimentichiamoci della rinomata trattoria "Cencio La parolaccia", dove puoi essere insultato dai camerieri ed insultarli a tua volta!


No...non me ne sono dimenticata! Last but not least...lei, la vera meraviglia tra le meraviglie, l'unica e inimitabile Fontana di Trevi. Daniele mi aveva preparata "non aspettarti una grande piazza con questa bella fontana al centro, si trova in uno spazio davvero piccino". Onestamente non pensavo che per spazio "piccino" si intendesse "terribilmente angusto"! Poi però la fontana mi ha rapita, ha rapito il mio sguardo, i miei sensi e la mia attenzione. Quello scrosciare d'acqua, quelle statue dettagliate e perfette, l'imponenza e la magnificenza di quell'opera mi hanno letteralmente tolto il fiato per qualche istante facendomi completamente perdere il senso del tempo e dello spazio intorno a me. La lacrimuccia è stata una caratteristica che mi ha accompagnata durante tutto il viaggio e anche davanti a Sua Maestà la Fontana di Trevi non poteva non affacciarsi ai miei occhi questa lacrima d'emozione. Non è possibile ammirarla in tutta la sua bellezza senza gente intorno perchè è un'attrazione troppo forte che richiama persone di giorno e di sera. Ma ci siamo ripromessi di passare davanti a quella fontana tra le 4 e le 5 di mattina durante il nostro prossimo viaggio a Roma.


Grazie Daniele, un'esperienza unica che vorrei ripetere con te altre mille volte.


Uno dei piatti che ho più amato è stato sicuramente questo...
Spaghetti alla gricia...ovvero l'amatriciana senza il pomodoro!


Ingredienti per 2 persone
200 gr di spaghetti
100 gr di guanciale
80 gr di pecorino romano
pepe nero
sale

Preparazione
Porto a bollore abbondante acqua salata in cui andrò a lessare gli spaghetti.Nel frattempo faccio rosolare il guanciale tagliato a striscioline in una padella antiaderente fino al raggiungimento di una bella doratura e aggiungo una macinata di pepe.


Scolo gli spaghetti al dente e li ripasso in padella insieme al guanciale e manteco con il pecorino grattugiato. 


Servo con un'eventuale ulteriore macinata di pepe.

martedì 29 luglio 2014

Pudding alle pere, mandorle e vaniglia

In giro c'è un sacco di gente che pensa di conoscerti quando in fondo non sa un bel niente di te. Ci sono persone che hanno la verità in tasca e sei tu che non hai ancora scoperto il segreto per vivere bene, loro sì. Certi considerano i tuoi problemi del tutto risolvibili, solo perchè non li hanno loro quei problemi. Alcuni vogliono insegnarti come si fa quando non lo sanno fare nemmeno loro. Altri ti accusano di non saper ascoltare ma sono i primi che fanno già solo finta di sentire, figuriamoci se ascoltano davvero una tua sola parola! Ci sono quelli che ti chiedono "come stai?" solo per poterti raccontare di come stanno loro e alla fine non gliene frega nulla di quello che tu hai da dire. E poi ci sono quelli che sanno vedere i loro difetti solo negli altri ma non riconoscono di averceli anche loro quegli stessi difetti. Ci sono quelli che "come lo faccio io, nessuno!" e quelli che "tanto al mondo ci sono solo dei cretini!".
Sì, oggi sono un po' polemica, ma del resto questa è la mia natura! In più sono anche molto meteoropatica per cui è plausibile il fatto che io diventi polemica in una giornata come questa: mi sono svegliata in un tiepido e limpido mattino di Luglio, sono arrivata in ufficio che ormai era Settembre e sono uscita che era Novembre, un Novembre di quelli freddi, piovosi, bui e grigi. Tuoni, lampi e acqua a catinelle. Il mio corpo sta facendo fatica ad adattarsi a questo clima senza identità, ne consegue che anche il mio umore oscilli dalla gioia infinita alla depressione più profonda. Brutta bestia la meteoropatia!
Come potrei non prendermela con questo tempaccio, considerando che il mio orticello a cui tengo molto è poco meglio di una palude? Le piogge hanno trasformato il terreno in un immondo acquitrino, le piante di pomodori hanno esalato l'ultimo respiro un secondo dopo essere state trapiantate e non sapendo nuotare sono annegate dopo la prima perturbazione! Le piante di zucchine, che di solito in questo periodo invadono l'orto, sono divorate dalle mille viscide lumache che si moltiplicano a vista d'occhio. Vogliamo parlare del vento? Sta facendo cascare tutti i frutti del pero che abbiamo in giardino...



...e questa è l'ennesima ricetta che produco con le pere!


Ingredienti
5 pere di media grandezza
100 gr di pane
100 gr di mandorle pelate (oppure 100 gr di farina di mandorle)
80 gr di zucchero muscovado
80 ml di olio di riso (va bene anche quello di semi)
2 uova grandi
150 ml di latte di mandorle
1/2 bacca di vaniglia

1 pizzico di sale

Preparazione

mercoledì 23 luglio 2014

Budini di yogurt al cocco con pesche caramellate...e la mia prima White Dinner!

Io c’ero. Noi c’eravamo. Biella c'era. La prima cena in bianco biellese ha coinvolto un migliaio di persone contro ogni mia aspettativa. Certo, non sono i numeri di Torino, Roma o Parigi ma per Biella, credetemi, è un successone!


Quando ho saputo che alcune menti stavano tramando per organizzare questo evento, dentro di me pensavo “quanta fatica per niente, a Biella è sempre tutto troppo difficile!”. E invece i tenaci Sara e Paolo del meraviglioso food blog Ficoeuva insieme ad altri fantastici organizzatori il 19 Luglio scorso sono riusciti a portare in piazza quasi mille persone ed è stata una serata indimenticabile. Una serata che ha dato movimento ad un centro ormai quasi defunto, una serata che ha imbiancato la piazza del Battistero accanto al Duomo, una serata che ha unito molti biellesi tutti diversi ma per qualche ora tutti stranamente uguali. Tutti di bianco vestiti (anche i tantissimi splendidi bambini che correvano e giocavano intorno a noi), tutti intenti ad apparecchiare i loro tavoli con immacolate tovaglie di stoffa, candide ceramiche e splendenti vetri e cristalli. Chi ha rispolverato vecchi candelabri, chi centrini retrò, chi ha utilizzato vasi e vasetti di ogni tipo e dimensione, fiori freschi, candele e palloncini.


Il colpo d’occhio era davvero pazzesco e nessuna foto riesce a rendere giustizia alla magia che si respirava in quel contesto. La location è di per sè molto suggestiva e il candore dei partecipanti e dei loro allestimenti ha reso ancora piu’ bella ed elegante quella piazza che al calar della sera si è accesa di mille calde luci di candele.


Le regole erano poche, semplici ma ferree:

mercoledì 16 luglio 2014

Spaghetti alla chitarra con crema di patate al limone, ciuffetti di mare e pomodorini al timo

Qualche settimana fa girovagavo in libreria alla ricerca di un romanzo da leggere poi l’occhio è caduto sulla sezione “cucina”…e lì mi sono un po’ persa. Sono uscita dal negozio con tre libri, e non erano romanzi: uno stupendo libro di cucina vegetariana, uno sul pane e uno di Alessandro Borghese ("Tu come lo fai?" edito da Mondadori), chef che adoro per la sua simpatia e la sua spontaneità. Daniele apre il libro e indicandomi la ricetta dei Tonnarelli con crema di patate al limone, pomodorini confit e calamaretti spillo mi dice “Fammi questa!”. Generalmente quando vedo una ricetta altrui che mi ispira, il mio atteggiamento è il seguente: osservo la fotografia, ne leggo il titolo, studio attentamente gli ingredienti e do una velocissima occhiata alla spiegazione della ricetta, soprattutto per capire se sono presenti lavorazioni particolari o meno. Di solito poi eseguo le ricette a modo mio, andando a naso e a sensazioni, seguendo magari solo alcune tecniche specifiche. Questa ricetta mi ha ingolosito sin da subito e siccome la spiegazione era breve l’ho comunque letta fino in fondo…stranamente l’ho quasi seguita alla lettera ma potevo non cambiare almeno un paio di ingredienti??? Giuro che però l’ho fatto solo per una questione di reperibilità! Ah beh...ho anche velocizzato alcuni procedimenti e ho adattato le quantità alle mie esigenze...ok, non l'ho seguita così pedestremente!


Ingredienti per 2 persone affamate
250 gr di spaghetti alla chitarra freschi (220 gr di tonnarelli nella ricetta originale)
1 patata grande
150 gr di ciuffetti di mare (160 gr di calamaretti spillo nella ricetta originale)
150 gr di pomodorini datterini
1 limone

1 spicchio di aglio
timo fresco
1/2 bicchiere di vino bianco
olio EVO
zucchero di canna
sale
pepe


Preparazione

giovedì 10 luglio 2014

Carote speziate al latte di cocco

Sono diventata "Grey's Anatomy" dipendente! Premetto che non l'avevo mai guardato perchè a me i tormentoni e le mode non vanno a genio. Diciamocelo, questo telefilm era diventato una moda, tutti lo guardavano, tutti ne parlavano e io mi ero già rotta le scatole ancora prima di iniziare a vederlo! Circa un mesetto fa mi sono messa a guardare le puntate della terza serie che stavano replicando in tv e da lì sono partita per la tangente. E quando parto, parto in quarta! Sono andata alla ricerca delle serie precedenti e successive e mi sto letteralmente sparando degli after hour a colpi di 6 puntate per volta. No, questo non è salutare e ne sono davvero consapevole. Dovrei cercare di non pensare al "Dr Stranamore", al "Dr Bollore" e al mio adorato Preston Burke ma ormai ci sono dentro fino al collo! Sarà la voglia di evadere che da tempo mi fa compagnia, sarà la voglia di sognare un po' e di immergermi completamente in qualcosa di diverso dalla mia vita...ma ormai sono "Grey's Anatomy addicted"! Voglio scoprire tutto piano piano e non voglio anticipazioni su ciò che è già accaduto nella decima serie perchè desidero arrivarci da sola e rimettermi in pari con tutti i comuni mortali che hanno seguito questo telefilm. Guai (e dico guai seri!) a chi mi racconta anche solo mezza puntata che non ho ancora visto!!! Potete capire che per rimettermi in pari però devo fare dei tour de force non indifferenti quindi il tempo tra una puntata e l'altra è poco. Devo ricorrere a piatti veloci la cui preparazione non mi sottrae importanti minuti alla visione...questo è un contorno che si prepara in poco tempo e vi assicuro che è gustosissimo!


Ingredienti
5 carote
1 cucchiaino di curry verde in polvere
1 cucchiaino di cumino in polvere
la punta di un cucchiaino di chiodi di garofano in polvere
la punta di un cucchiaino di cannella in polvere
la punta di un cucchiaino di paprica dolce

un pezzetto di radice di zenzero grattugiata
200 ml di latte di cocco
sale
olio EVO


Preparazione

giovedì 3 luglio 2014

Muffin alla segale con frutti rossi

E anche Luglio è arrivato, nonostante le temperature sembrino quelle di Settembre! Questo tempo vola. Questo tempo va veloce e noi cerchiamo spesso di tenere il suo passo ma a volte il fiato è corto e dobbiamo fermarci un attimo per recuperare forze e respiro. Ed è proprio quello che sto facendo io. Lo so, sono le stesse cose che mi sono ripromessa a inizio anno ma mi sono di nuovo fatta travolgere dagli eventi. Ora mi sono seduta, mi sono guardata attorno e ho capito che era necessario cercare di ritagliarmi degli spazi che forse tendevo a negarmi. Perchè? Beh, me li negavo perchè davo troppa importanza agli altri invece di darne anche (e soprattutto) a me stessa. Ora sto cercando di dare il giusto spazio all'altra Alessia, quella che ha di nuovo voglia di alzarsi la mattina e di vivere la sua giornata, quell'Alessia che di fronte all'ignoranza e all'egoismo di alcune persone va oltre sfoderando un bel sorriso, quell'Alessia che vuole superare alcuni dei limiti che si era inconsapevolmente posta, quell'Alessia che vuole credere un po' di più in se stessa, quell'Alessia che non si arrende di fronte all'interminabile salita e che ha piacere a stare con gli altri.
Non posso garantire che l'Alessia acida, solitaria, polemica, negativa e svogliata scomparirà del tutto, ma almeno cercherò di far convivere le due "me" in  maniera civile e soprattutto sana. Negli ultimi mesi mi sono trascurata molto dal punto di vista psicologico e dal punto di vista umorale. Devo uscire dal tunnel in cui mi sono infilata per caso e devo seguire quella luce che inizio a vedere in lontananza. Probabilmente quella luce è più vicina di quanto io possa pensare...


Ingredienti
150 gr di farina 00
150 gr di farina integrale di segale
180 gr di zucchero di canna
230 ml di acqua tiepida
200 gr di mascarpone
200 gr di frutti rossi (io ho usato dei lamponi e delle ciliegie che giacevano sole solette in frigorifero)
1 bustina di lievito
1 pizzico di sale


Preparazione

mercoledì 25 giugno 2014

Gazpacho all'anguria e dadolata di feta

Alle volte non c’è niente da dire o fare per poter cambiare le cose, e in quelle occasioni bisogna solo accettare ciò che la vita ci da e lasciare ciò che la vita ci toglie. L’ho detto qualche giorno fa a una cara amica. Ci sto proprio riflettendo su ora ed è un concetto applicabile a diverse situazioni.
E’ vero, noi siamo il motore della nostra vita e possiamo fare molto per cambiarla o meno, ogni decisione può modificare il nostro percorso ma io credo moltissimo nel destino e penso che bene o male arriveremo comunque dove è stato segnato il nostro traguardo. Potremo imboccare una strada diversa, allungare o accorciare il percorso ma alla fine arriveremo lì, sempre lì. “Lì” potrebbe essere ovunque, potrebbe significare per noi qualsiasi cosa, qualsiasi obiettivo. Con questo non intendo dire che dobbiamo sederci e aspettare che le cose accadano “perché comunque è tutto scritto nel nostro destino!”, assolutamente no! Anzi!!! Il nostro destino è segnato ma sta a noi scegliere come raggiungere l’obiettivo. La vita ci mette alla prova ma sa già dove andremo a finire, però ci lascia la libertà di scelta su come arrivarci. E la libertà di scelta è importantissima perché ci tiene vivi, ci fa lavorare per cercare di raggiungere i traguardi che ci siamo prefissati. Se un obiettivo non lo si raggiunge subito e mille impedimenti sembrano uccidere ogni massimo sforzo e ogni minima speranza, può semplicemente darsi che non sia il momento buono per cui è giusto andare avanti. Oppure può darsi che non lo raggiungeremo mai, ma in questo caso arriveremo al punto di svolta in cui ci accorgeremo che quell’obiettivo non è adatto a noi e ci renderemo conto che è ora di mollare il progetto. Il fatto di perseverare e credere in qualcosa è comunque un modo per andare avanti, è un modo di vivere, è ciò che ci tiene attivi ed è lo scopo della nostra vita. Non sono una persona che sostiene che nella vita tutto sia possibile, che tutti possiamo fare tutto e che se vogliamo una cosa basta crederci, lottare e la otterremo di sicuro. Io sostengo invece che sia giusto lottare e crederci per cercare di ottenerla quella cosa, ma credo anche che sia necessario essere realisti avendo sempre ben chiaro in testa che non è detto che ci riusciremo per forza, potrebbe non essere la cosa giusta per noi, potremmo desiderare una cosa che non è alla nostra portata ma arriva il momento in cui uno se ne accorge. Spesso infatti la vita ci illude che le cose stiano procedendo nel migliore dei modi poi però improvvisamente ci fa crollare tutta quella meraviglia riprendendosi le illusioni che ci aveva dato e se ne va quasi ridendoci in faccia.
Prendiamo tutto ciò che ci da…e lasciamo andare ciò che ci toglie...



Ingredienti per 4 porzioni
600 gr di anguria
1/2 peperone rosso
1 carota piccola
8 pomodorini
1 scalogno (io non ho trovato i cipollotti rossi di Tropea ma vi consiglio di usarne 2 al posto dello scalogno)
15 foglie di basilico
succo di mezzo limone
2 cucchiai di olio EVO
2 fette di pane in cassetta senza crosta 
sale
pepe
150 gr di formaggio Feta

Preparazione

giovedì 12 giugno 2014

Smoothie pesca, zenzero e latte di cocco

Ma solo io sto profondamente soffrendo questo caldo atroce oppure vi state sciogliendo anche voi? Negli ultimi 3 giorni ho davvero patito moltissimo e sono sempre alla ricerca di un refolo d’aria. No, io sono come gli anziani e l’aria condizionata proprio non la sopporto. O meglio, io la sopporterei anche ma la mia cervicale e la mia testa dopo 5 minuti di condizionatore sembrano volermi uccidere! Il massimo che riesco a tollerare è il ventilatore ma non è sempre possibile azionarlo…la mia scrivania in ufficio è sommersa di fogli, avete presente cosa capita se accendo il ventilatore?? Ecco, stiamo ai primi danni…
A casa però il ventilatore da soffitto è d’obbligo e tiene distanti anche le zanzare…insomma, due piccioni con una fava!
Non è il caldo in sé a darmi fastidio (anche se preferisco di gran lunga il freddo!) ma è l’afa la cosa peggiore da tollerare. Non riesco proprio a sopportare l’umidità e a Biella purtroppo il clima secco non sappiamo bene cosa sia…
Alcuni sostengono che per combattere la calura si debbano fare docce calde e consumare bevande calde o a temperatura ambiente. Sicuramente per arrivare a queste conclusioni qualcuno ha compiuto ricerche e studi e di certo c’è un fondamento alla base di queste teorie. Il problema è che proprio non ci riesco a dirmi “dai, con questi 38° facciamoci un bel tè caldo!”!!! Queste temperature mi fanno passare anche l’appetito e consumerei solo del ghiaccio prelevato direttamente dal freezer! L’idea di mettere a bollire dell’acqua per prepararmi una bella tisana alla menta proprio non mi entusiasma…il fuoco del fornello potrebbe far aumentare la temperatura della cucina e…no, non ce la faccio proprio!
Fresco, voglio solo qualcosa di fresco, nutriente e salutare…e siccome la pianta di pesche bianche nel mio giardino sta producendo una quantità esagerata di frutti ho deciso che mi farò uno smoothie!
Una merenda con frullato e frutta fresca è ciò che ci vuole!



Ingredienti per 2 bicchieroni
250 gr di pesche pulite (io ho usato quelle bianche che sono molto profumate ma voi potete usare anche quelle gialle)
180 ml di latte di cocco
1 pezzetto di radice di zenzero (la quantità decidetela voi, a me piace molto quindi ho abbondato)
succo di 1 lime
2-3 cucchiai di zucchero di canna (o se preferite usate del miele)
4-5 cubetti di ghiaccio

Preparazione

lunedì 9 giugno 2014

Polpettone di lenticchie con salsa all'arancia

Mi sembra passato un secolo dall’ultimo post che ho scritto in treno verso Roma. Perdonate la mia assenza ma continuo ad avere impegni che mi tengono un po’ lontana dal blog…mi manca molto! Ma recupererò, lo prometto! Sto anche cercando di preparare il post su Roma ma, siccome non ho ricevuto il dono della sintesi e voglio raccontare ogni secondo della mia breve vacanza, lo sto leggendo e rileggendo e sto cercando di trovare le fotografie più belle tra le (sole!) 908 foto scattate! Prometto che lo pubblicherò prestissimo e abbinerò al post una ricetta “romana de Roma”!
Inoltre da qualche giorno sono la dog sitter di Pulce, la dolcissima cagnolina di una coppia di amici partiti per un po’ di relax alla volta della Toscana. Devo dire che Pulce è strepitosa anche se di notte fa un po’ di capricci. Domani dovrei riconsegnarla ai padroni ma in realtà non so se lo farò…alla fine mi piace così tanto prendermi cura di lei! Tornare a casa dal lavoro e vederla che mi corre incontro per farmi un sacco di feste è meraviglioso! Certo, abituarla alla casa nuova non è stata una cosa immediata ma è stato costruttivo e piacevole.
Capite quindi che le mie giornate sono abbastanza intense...
Vi lascio una ricettina che ho pensato per fare fuori le ultimissime 3 arance presenti nel cesto della frutta e l'ultimo sacchettino di lenticchie regalatemi a Natale...


Ingredienti
250 gr di lenticchie decorticate 
200 ml di latte di riso
300 ml di acqua (o brodo vegetale) 
150 gr di farina di riso
3 arance (solo succo)
1 scalogno
1/2 cucchiaino di semi di cumino
zucchero grezzo di canna
sale
olio EVO


Preparazione

sabato 31 maggio 2014

Kamut risottato con asparagi e fragole

Una ricettina preparata prima di partire per Roma, realizzata con due ingredienti che adoro e che sono già stati collaudati da altri per cui sono andata sul sicuro.
Ora sono in treno e in questo istante mi sto godendo lo spettacolo di un paesaggio collinare rigoglioso e verdissimo con Elena, una bimba di 2 anni che ci tiene compagnia con la sua vivace parlantina. Il posto accanto al finestrino è sempre il mio, io devo ammirare il paesaggio, anche quando questo non offre nulla di interessante ma solo casermoni e cemento. Il cielo è pieno di nuvoloni quasi minacciosi quindi le previsioni ci hanno preso in pieno, ma da domani ci sarà un sole splendente per fortuna!
Buon weekend a voi tutti e...anche a noi turisti!


Ingredienti per 4 persone
320 gr di Kamut (io ho utilizzato del Kamut precotto che ha una cottura più breve)
750 ml di brodo vegetale già salato
1 mazzo di asparagi
15 fragole
1 scalogno
qualche fogliolina di basilico (io ho usato del basilico greco)
1/2 bicchiere di vino bianco aromatico
olio EVO
sale
pepe


Preparazione

martedì 27 maggio 2014

Involtini di sarde con uvetta e pinoli al profumo di arancia

Ne sono consapevole, sto trascurando il mio blog! Nell’ultimo periodo sono stata parecchio impegnata e non è sempre stato facile riuscire ad organizzare tutto. Ho dovuto tralasciare qualcosa e purtroppo la scelta è ricaduta sul blog! Impegni lavorativi, impegni personali, impegni famigliari, piccoli contrattempi e stanchezza fisica dovuta ai malanni fuori stagione mi hanno tenuta un po’ lontana dalla cucina. Ho cucinato davvero pochissimo nell’ultimo periodo e le mie padelle mi mancano molto. So di dover recuperare ma anche questa settimana sarà difficilissimo poter stare ai fornelli perché ho i minuti contati e due pomeriggi intensi. E poi mi devo preparare perché sabato si va a Roma! Non prendetemi in giro, ve ne prego, ma io non sono mai stata a Roma nei miei 33 anni di vita. Un po’ me ne vergogno ma non ho mai saputo cogliere l’occasione per poterci andare. Ora però posso finalmente riscuotere il regalo di compleanno ricevuto dalla mia dolcissima metà, quindi sabato si sale sul treno e si scappa per 3 giorni! Sono emozionata all’idea di camminare sulla storia, di assaporare i piatti della tradizione, di sentire il romanesco parlato come si deve, di scoprire la dolce vita e di vedere mia cugina, romana di adozione. Non sto più nella pelle perché ogni viaggio, breve o lungo che sia, mi mette una gioia indescrivibile addosso. Mi mette voglia di vivere e suscita in me una curiosità tipica dei bambini. I viaggi mi regalano sempre qualcosa, mi arricchiscono e ogni volta tornare a casa è durissima. E poi Roma…la città eterna…sono già in estasi! Vi racconterò tutto, promesso!


Ingredienti
350 gr di sarde pulite e aperte
30 gr di uvetta
40 gr di pinoli
150 gr di pangrattato
1 arancia piccola
1 cipolla rossa
1/ bicchiere di brandy
1/2 peperoncino
prezzemolo  
aglio
sale
olio EVO 

Preparazione

mercoledì 21 maggio 2014

Crema speziata di zucchine con yogurt al basilico...è un giorno bellissimo!

Questi malanni non vogliono passare! Sì, sto meglio…ma nemmeno così tanto in realtà! Ormai il mal di testa mi tiene compagnia come un fedele amico e la tosse è una conoscente con cui tutto sommato sto instaurando un rapporto abbastanza equilibrato. 10 giorni di malessere costante che mi hanno dato la certezza di essere comunque ancora viva.
Vogliamo parlare della vera botta di vita e della scarica di adrenalina ricevuta? Molti dei miei amici mi stanno prendendo in giro perché ormai da due giorni cammino a tre metri da terra e ho un sorriso inebetito stampato sul viso ma che ci posso fare se sono un’eterna ragazzina che gioisce per queste cose?!? Da due giorni guardo e riguardo la mia fotografia con Francesco! Come Francesco chi??? Francesco Meravigliosamente Affascinante Renga!!! Ho gli occhi a forma di cuoricini tutti luccicanti e se ci ripenso ho ancora i brividi pure alle doppie punte! Parlo come un’adolescente, vero? E la cosa divertente è che non mi importa di sembrare sciocca perché essere così mi piace. E mi piace proprio tanto. Io e Donatella, la mia compagna di avventura, ci siamo veramente divertite e per mezza giornata siamo diventate quello che forse non siamo state abbastanza in passato. A 30 anni (facciamo finta che io ne abbia ancora 30!) ti rendi conto di quante cose avresti potuto fare ma che non hai fatto e siccome hai un minimo di indipendenza in più rispetto a quando ne avevi 15, puoi decidere di rivedere le regole dei giochi e uscire dalla routine. Ma a differenza di allora, quando comunque esisteva la realtà ma era molto più “leggera”, oggi hai una serie di responsabilità in più e sai che la realtà è a volte anche pesante. La vita è scandita da impegni, orari e schemi ben precisi per cui sei consapevole del fatto che quelle regole le puoi infrangere per il tempo di un concerto ma poi si ritorna a casa, ai pensieri e alle questioni di sempre. Bene, Lunedì abbiamo infranto le regole della routine quotidiana e abbiamo dedicato un po’ di tempo alla nostra parte tardoadolescenziale!
E’ stato un concerto sensazionale, la sua voce è unica e magica e quel teatro è stato per due ore il posto più bello del mondo. In fondo si sa che in teatro la vera protagonista è la voce e in questo caso di voce ce n’era parecchia! Il post-concerto è stato emozionante perché dopo un’attesa di circa mezzora nel foyer del teatro è arrivato lui, bello come il sole. Sì, ai miei occhi è proprio apparso così…bello come il sole. La sua voce è favolosa quando canta, quando parla, quando ride… Una foto insieme, un autografo, due baci che ricorderò a lungo e la felicità di una bambina che ha ricevuto il dono tanto desiderato. Insomma...è stato un giorno bellissimo! Si può mandare un telegramma di ringraziamento per la bella serata ad un artista che ti ha fatto stare bene??
Inoltre ringrazio ufficialmente Donatella per questa bella esperienza vissuta insieme, per la sua perseveranza e per la sua immensa e contagiosa gioia di vivere. Per le risate, per le sue perle, per il rossetto corallo e per la sua presenza. Un’Amica che sono felice di aver incontrato lungo la mia strada.
Lacrimuccia a parte…oggi una ricetta veloce che può essere servita calda, tiepida o persino fredda!


Ingredienti per 2 porzioni abbondanti
4 zucchine medie
2 cipollotti
350 ml di brodo vegetale per la preparazione + 100 ml in più per regolare la densità
1 cucchiaino e 1/2 di curry verde Thai in polvere
80 ml di yogurt greco
4-5 foglie di basilico fresco (io ho usato del profumato basilico greco)
olio EVO
sale


Preparazione

giovedì 15 maggio 2014

Mix di risi saltati con peperoni e curry verde

Dopo 4 giorni di placche in gola e sinusite voi credete che io sia in grado di sentire profumi o sapori? Assolutissimamente no! Mi sembra di avere un melone fermo in gola e due ananas infilati nelle narici. E' una sensazione tremenda che mi destabilizza, perchè poi mi manca anche la voglia di cucinare e questa cosa non mi piace per nulla! Io che starei in cucina 25 su ore su 24!!! No no, non mi piace proprio per niente!
Poi bisogna considerare che entro il 19 Maggio dovrò essere in formissima per un avvenimento importante: il concerto di Francesco Renga! Dopo anni e anni torno a sentirlo e sono emozionata solo all'idea! Sto anche partecipando ad un divertente gioco su Facebook...più persone condividono la mia foto con il biglietto del concerto in mano e più possibilità potrei avere di incontrarlo. Sì, lo so...è molto adolescenziale come cosa ma che ci posso fare se io sono una 17enne nel corpo di una 33enne?!? Anzi...se vi va di condividere la mia foto sulla vostra pagina Facebook non fatevi scrupoli! ;)
Non posso negare che tra i mille acciacchi e alcune piccole (grandi) delusioni, la settimana ha portato anche qualcosa di buono, molto buono. Ebbene, con onore e orgoglio ho appreso di essere una delle 15 vincitrici del contest "E' senza? E' buono!" di "Andante con gusto" in collaborazione con "Cose dell'altro pane". Sono felicissima perchè davvero non me lo aspettavo e la cosa mi riempie il cuore di gioia. Vi racconterò tutto per filo e per segno, promesso!
Per ora mi limito a lasciarvi una ricetta dal sapore forte...unico sapore che riesco a percepire! Gustatevi questi "risi"...

 
Ingredienti per 4 persone
80 gr di riso venere
80 gr di riso rosso
80 gr di riso basmati
1 peperone rosso grande
1 peperoncino verde medio
1 cipolla rossa media
1 cucchiaino da caffè di curry verde Thai in polvere
1/2 cucchiaino di zenzero fresco grattugiato
1 cucchiaio di Tahin (crema di sesamo)
2 cucchiai di semi di sesamo
2 cucchiai di mandorle a filetti
200 gr di salmone sott'olio
olio EVO
sale

Preparazione

sabato 10 maggio 2014

Cara mamma, oggi ti preparo una torta!

Cara mamma,
oggi è la tua festa e raccoglierò per te un bel mazzetto di fiori freschi come facevo da bambina. Magari quei profumati mughetti che crescono nel nostro giardino e delle belle margherite screziate di rosa.
Sarebbe bello poter fare una lunga passeggiata nei prati e raccogliere insieme un po’ di quelle erbe amarissime che da piccola odiavo ma che adesso ho imparato ad apprezzare. Arrivare a casa e preparare insieme una bella frittatona di quelle alte e soffici che mi piacciono tanto.
Sarebbe bello portarti al mare e farti respirare un po’ di aria buona sprofondando nella sabbia intiepidita dal sole con i piedi. E fare un pediluvio lungo la battigia, ma ti porterei solo dove l’acqua arriva alle caviglie altrimenti ti sentiresti già annegare...che ridere la tua fobia dell’acqua “alta”!
Sarebbe bello poterti portare a fare compere e poi a mangiare un sushi.
Sarebbe bello poter fare tante cose insieme ma purtroppo il tempo a nostra disposizione è scaduto quasi 7 anni fa e ora posso solo immaginare come sarebbe stato.

Mi mancano le tue mani, i tuoi occhi e la tua voce. Mi mancano il tuo maglioncino azzurro e le tue gonne a pieghe fiorate. Mi mancano i tuoi abbracci, le tue risate e il tuo stonato canticchiare. Mi manchi così tanto che a volte mi manca pure il respiro.
Ogni tanto ho paura di dimenticare il tuo viso ma per fortuna, soprattutto ultimamente, vieni spesso a trovarmi in sogno. In fondo so che tu ci sei, sei accanto a me in ogni istante. Forse sai che avrei bisogno di te in questo periodo, forse sai che il tuo supporto mi aiuterebbe a superare molte situazioni. Io invece sono stata in grado di supportarti, di capirti e di aiutarti quando ne hai avuto bisogno? Forse no, forse non sono stata abbastanza presente. Forse non ero matura abbastanza.
Ora sono cresciuta e sono sicuramente più consapevole. Consapevole che la vita è una sola, che le cose belle durano solo un tot ed è meglio godersele quando ci sono senza dare nulla per scontato, soprattutto le persone. Consapevole che una mamma (come un papà, ovvio) può amare senza condizioni, sa dare senza chiedere nulla ed è uno scrigno di tesori preziosi che dobbiamo imparare ad apprezzare perché sono tesori che porteremo non alle dita, alle orecchie o al collo…no, sono tesori che porteremo nel cuore e nell’anima. Tesori di un valore inestimabile che faranno da fondamenta per la nostra vita.
Quando si dice che di mamma ce n'è una sola si dice la sacrosanta verità perchè sono certa che nessuna donna che ho conosciuto e che conoscerò nella mia esistenza sarà mai come te, mamma Bruna.
Ora posso solo regalarti i miei pensieri e dedicarti tutto ciò che di bello farò in questa vita.


Ingredienti per una torta di 18 cm di diametro
Per la pasta biscotto al cacao:
3 uova
70 grammi di zucchero semolato
70 grammi di farina 00
30 gr di cacao in polvere

Per la crema:
250 gr di formaggio fresco (tipo Philadelphia)
250 gr di mascarpone
70 gr di zucchero a velo
100 gr di fragole
1 cucchiaino e 1/2 di agar-agar 

Per la finitura:
fragole
mirtilli
lamponi
biscotti ricoperti di cioccolato fondente (tipo Togo)

Preparazione

martedì 6 maggio 2014

Torta salata con indivia, pere e bleu d'Aoste

L’avete visto il film “I sogni segreti di Walter Mitty”? Io sì, qualche settimana fa. Adoro Ben Stiller, adoro le storie d’amore, adoro i personaggi un po’ “disconnessi”, adoro i viaggi e adoro sognare. Quindi questo film, a tratti bizzarro, mi è entrato nel cuore.
Anche a me succede spesso di estraniarmi dalla realtà del momento e immaginarmi in un contesto differente, un po’ come accadeva anche a Ally McBeal, nell’omonima serie televisiva. Diciamocelo, la vita spesso è noiosa, grigia e piatta e immaginare di viverla in un modo diverso (anche surreale se vogliamo!) a volte aiuta a superare tutto con un gran bel sorriso! Sono convinta che i sogni ad occhi aperti facciano bene al cuore e all’umore. Certo, ritornare con i piedi per terra ogni tanto è traumatico ma basta prendere tutto con un pizzico di filosofia e uno di consapevolezza. Ma se poi ritornando con i piedi per terra ci accorgessimo che basterebbe avere solo un po’ di coraggio in più per provare a realizzare almeno uno di quei sogni ad occhi aperti? Il coraggio. Quello sconosciuto. Io ne sono nata sprovvista, credo. Eppure mi piacerebbe essere una persona coraggiosa, una persona decisa ad affrontare le sue paure più profonde e radicate. Una persona che dice “ora basta!” ed è “basta” veramente. Una persona che dice “adesso le cose cambieranno!” e le cose cambiano sul serio. Invece sono sempre in balia dei “e se…?!” e dei “ma poi???”.
Però sogno, eccome se sogno. Sogno una casetta bianca immersa in un enorme campo di lavanda in Provenza, un piccolo laboratorio di pasticceria e bambini che crescono tra i profumi della natura.
Il coraggio a volte non basta…


Ingredienti per una tortiera da 24 cm
per la pasta matta
200 gr di farina
40 gr di olio EVO
90 gr di acqua tiepida
sale
per la farcitura
5 cespi di indivia
1 scalogno
3 uova
150 gr di panna fresca
1 pera
50 gr di noci
100 gr di Bleu d’Aoste (o altro formaggio erborinato, non troppo fresco)
olio EVO
sale
pepe

Preparazione

mercoledì 30 aprile 2014

Biscotti con farina di ceci e salvia gluten free

Nell’ultimo periodo sfornerei solo biscotti, di tutte le forme e di tutti i tipi!
Quando hai quel languorino a metà mattinata ma non è vera e propria fame…cosa mangi? Un biscotto è l’ideale!
Dopo pranzo vuoi concederti un dolcino ma non puoi rimpinzarti di schifezze, per cui un biscottino non è per caso la soluzione giusta?
A merenda, soprattutto quando le giornate sono uggiose, non ti viene voglia di bere una bella tazza di tè fumante e di mangiarti due frollini?
All’aperitivo non lo gradiresti un biscottino salato con un bel patè di verdure o con una crema al formaggio?
Insomma, il biscotto è come il nero…va su tutto, sempre e comunque e ti risolve un sacco di situazioni!
Per il mio compleanno ho ricevuto una splendida pistola sparabiscotti e non vedevo l’ora di utilizzarla…finalmente quel momento è arrivato!


Ingredienti per 30/32 biscottini circa
100 gr di farina di ceci
100 gr di farina di riso
50 gr di amido di mais
80 ml di olio di riso
80 ml di acqua tiepida
sale
salvia fresca (oppure rosmarino, se preferite)

Preparazione

lunedì 28 aprile 2014

Sformatini di barbabietole con salsa allo yogurt e zucchine

Avete presente quegli scogli che proprio non si riescono a superare e nemmeno ci si vuol provare? Ecco, io ho fatto un enorme sforzo psicofisico e ne ho superato uno. E’ stata dura e ho trascorso settimane intere a dirmi che almeno avrei dovuto provarci. Non è stato per nulla facile affrontare questa prova ma alla fine sono orgogliosissima di me stessa e del risultato ottenuto. Di quale scoglio si trattava? Non lo immaginereste mai…quella montagna da scalare prende il nome di BARBABIETOLA!!! Pauroso, vero?! Sono stata coraggiosa, lo ammetto…
Scherzi a parte…io e la barbabietola siamo state acerrime nemiche per anni e anni, nonostante all’inizio sia stato amore a prima vista e a primo assaggio. Ho un ricordo molto offuscato di una cena a Wiesbaden tantissimi anni fa, quando mi portarono un enorme piatto contente un’insalata mista e coloratissima piena di verdure di ogni tipo e una serie di salse da usare come condimento. Quell’insalata era fantasmagorica, stellare nonostante la presenza della barbabietola. Pensai di riprodurla a casa e acquistai delle rape cotte al supermercato…posso dire che esteticamente era molto appagante ma il gusto era orribile! Il sapore dolciastro dell’orrendo ortaggio, rinominato “profondo rosso”, era invasivo e rovinava tutta la mia opera. Per anni ho avuto quel nauseante e tremendo ricordo che mi ha fatto escludere la barbabietola dalla mia alimentazione. All’alba dei 33 anni ho pensato bene di fare uno sforzo e di riprovarci. In fondo si dice che i gusti cambiano e devo ammettere che questa è la pura verità. Come iniziare a relazionarmi di nuovo con la barbabietola? Tutti cucinano delle meravigliose vellutate che solo a vederle mettono il buonumore…ma ho pensato che non fosse il caso di cominciare con una cremina troppo “barbabietolosa”. Ho creduto quindi fosse meglio stemperarne il gusto con l’aiuto di altri sapori ma soprattutto avevo la necessità di ottenere una consistenza più solida. Ecco la storia del mio nuovo approccio con il temuto ortaggio rosso...


Ingredienti
400 gr di barbabietole cotte
3 patate medie
1 scalogno
1 spicchio di aglio
farina di mais q.b.
olio EVO
1 zucchina
120 gr di yogurt greco
salsa di soia (io uso quella "gluten free")
timo fresco
sale
pepe

Preparazione

martedì 22 aprile 2014

Muffins al limoncello e cocco per festeggiare un premio speciale!

Sono felice, molto felice! Come ho già detto più volte, non sono di certo una persona sicura di sé ma anzi, sono sempre molto critica nei miei confronti e ho sempre la sensazione di “non essere in grado”. Le cose che faccio, le faccio con il cuore e con emozione ma se una cosa non mi convince del tutto, preferisco non farla. Prima di aprire un blog ho impiegato mesi e mesi e solo dopo varie insistenze da parte di chi mi conosce bene, ho deciso di fare “il salto”. Non amo i voli pindarici e mi piace restare con i piedi per terra e quando mi dicevano “Dai, è solo un blog!”, io pensavo “Eh no, non è solo un blog…è il MIO blog, è il mio cuore che parla, sono le mie sensazioni che verranno lette dalla gente, è la mia cucina. Sì perché Parole in Padella non è solo una raccolta di ricette, è anche un piccolo diario di vita quotidiana in cui a volte scrivo le mie sensazioni, le mie emozioni, i miei pensieri. Mi piace che nei blog esca un pochino anche l’anima di chi li scrive, altrimenti mi sembra di sfogliare uno dei tanti libri di ricette che ho sulle mensole della mia cucina. E mi ipnotizzo davanti ai post che parlano di vita…e mi incanto di fronte a quelle fotografie che mi trasmettono mille sensazioni. E mi dico “Alessia, hai tantissimo da imparare e la strada è ancora lunghissima!”.
Detto questo, capite che vincere un premio per la miglior fotografia non è cosa da poco? E capite che sono realmente emozionata???
Ringrazio sinceramente “Le ricette del Bimby e molte altre” e “Capri più” per questa bella occasione e sono lieta di mettere in bella mostra nella mia cucina il libro “L’ora del patè” che mi è stato donato dagli organizzatori del contest. Prometto che ne farò buon uso e se mai lo consumassi a forza di sfogliarlo, lo consumerei comunque con tanto amore e per una giusta causa.



Proprio perché il limoncello mi ha portato fortuna, oggi vi propongo un altro dolcino a base di limoncello e cocco. Una delizia di una semplicità e velocità di esecuzione estreme, ve lo assicuro.


Ingredienti per 12 muffins
200 gr di farina 0
50 gr di cocco grattugiato
3 uova
150 gr di zucchero di canna grezzo
80 gr di olio di semi
80 gr di panna fresca
50 gr di limoncello
1 bustina di lievito
1 pizzico di sale


Preparazione

giovedì 17 aprile 2014

Il primo compleanno e il primo riconoscimento!

Mi sembra di aver iniziato questa avventura soltanto ieri, invece è già trascorso 1 anno dal mio primo post. Come passa il tempo...
Un grazie speciale va a voi che mi seguite, perchè grazie a voi ho raggiunto i miei primi piccoli grandi traguardi e ne sono davvero felice.
E come festeggiare il primo compleano del blog se non con un bel premio? In realtà è un premio che ho ricevuto mooooooolto tempo fa, ma non amando l'autocelebrazione ho impostato il post (scusate il gioco di parole!) e poi l'ho lasciato lì, andando ad aggiornarlo ogni tanto e dicendo "adesso lo pubblico!". In realtà non l'ho mai fatto ma forse ora è arrivato il momento di farlo.
Non sono arrivata prima ad un concorso, ho "solo" ricevuto il mio primo riconoscimento in veste di blogger, il "Very inspiring blogger award" di cui vado fierissima! In realtà si tratta di una sorta di "gioco" tra bloggers per conoscere e farsi conoscere. Resta pur sempre un premio e un premio fa sempre piacere, no?
A me fa piacere soprattutto per due motivi.
Il primo, perchè sono relativamente da poco nel "settore" e mi ritengo una "bloggerapprendista" con ancora tantissimo da imparare. Muovermi in questo mondo è stranissimo, mi sembra quasi di rivivere le sensazioni che ho provato quando ho imparato a nuotare. Per cui ritengo che questo riconoscimento sia già un successo.
Il secondo, perchè ad assegnarmelo sono due amici (prima) blogger (poi) che stanno facendo un lavoro eccezionale con Foodeskine e con L'ennesimo blog di cucina, per cui grazie Bì e grazie Nus, è un vero onore! E' quindi con piacere che espongo il badge del mio primo premio!



Le regole del premio in concreto sono semplici e sono due:
- raccontare 7 cose su di noi
- premiare a nostra volta altri 15 blogger con meno di 200 follower che a loro volta dovranno assegnare questo premio ad altri 15 blogger e così via...

Ho detto che le regole sono semplici sì, ma in realtà, per quanto mi riguarda, il primo scoglio è parlare di me. Non sono brava nè abituata a farlo ma ci proverò.
Anche la seconda regola così facile non è, perchè 15 blogger sono tanti, ma pure in questo caso mi impegnerò e ci riuscirò!

Le mie 7 parole in padella...
1. Alessia alias Lale. Sono un'eterna 15enne sognatrice che ama i puntini di sospensione. Peccato che di anni io ne abbia il doppio e qualcosa in più e che a volte, nella vita, sia proprio necessario mettere dei punti.
2. Semplicità. Amo la semplicità delle piccole cose perchè suscita la più vera e concreta forma di gioia. Amo le parole e i sorrisi che arrivano dal cuore, quelli veri e spontanei.
3. Musica. Lei accompagna ogni singolo momento della mia vita. Ascolto davvero di tutto ma trovo noiosissimo il Blues e frastornante l'Heavy metal.
4. Vento. Adoro trovarmici in mezzo perchè ho la sensazione che riesca a portare via i brutti pensieri.
5. Viaggi. Vorrei avere la possibilità di viaggiare moltissimo per vedere il mondo, conoscere persone diverse da me, assaporare piatti insoliti ma soprattutto per arricchirmi vivendo esperienze sempre nuove.
6. Gola. Sono golosissima, la persona più golosa del mondo e impazzisco per il cioccolato fondente, per la marmellata di arance amare e per il caramello salato.
7. Cucina. Il mio blog è il secondo posto in cui amo trascorrere il mio tempo, dopo la mia cucina...anzi, a dire il vero questo blog è la mia cucina!

And the award goes to...
1. Barchettalove di Erika, l'Amica di tutta una vita. Lei e il suo capitano stanno affrontando una meravigliosa esperienza in barca che anche noi possiamo vivere attraverso i suoi racconti.
2. La riccia in cucina della Giò. Lei è dolcissima e nelle sue parole spesso mi rivedo un po'.
3. Dolce profumo di casa di Valentina. Un blog molto molto carino, ricette ispiratrici e...Valentina mi sta un sacco simpatica!
4. Pan di Pane di Pat, una grande sostenitrice dell'auto-produzione alimentare e importante riferimento per chi si vuole cimentare nell'arte della panificazione domestica, specie con pasta madre.
5. The crazy baking lady, un blog dove trovare tanta dolcezza!
6. Cibo ForMe, un blog frizzante, post divertenti e ricette leggere e colorate.
7. Piccolo atelier del dolce, un dolcissimo blog, rifugio perfetto per ogni golosone!
8. Mestolo lilla di Carla, un'appassionata di dessert e di Luca Montersino...come darle torto?
9. Sweet life di Elena, perchè scrive di "ricette e sogni per corpo e anima".
10. Cortesie in cucina di Sara e Lori, mamma e figlia con la passione per la cucina.
11. Forno subito di Isabeau. E' assente da un po' ma spero torni presto per deliziarci con le sue meravigliose creazioni.

Spero di riuscire ad aggiornare la lista dei blogger fino ad arrivare a 15! Ma credetemi, non è un'impresa facile!

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